Le risorse internet in tema di donne con disabilità

di Simona Lancioni
(componente del Coordinamento del Gruppo donne UILDM)

«La conoscenza, la cultura, è qualcosa che si sta definitivamente detotalizzando.
Vi dicono: potrete avere accesso a tutte le informazioni, alla totalità delle informazioni,
ma è proprio il contrario: adesso sapete che non avrete mai accesso alla totalità.
Questo è il messaggio del cyber-spazio e voi dovete saper selezionare.»

Pierre Lévy

«Come ha avuto il mio numero?» chiesi. «È riservato.»
«In internet. L’ho trovato accanto alle lastre della tua colonscopia.»

Woody Allen 

Quante saranno mai? Quante saranno mai le risorse internet che raccontano e descrivono la condizione della donna con disabilità? Tante! Molte di più di quelle che si sarebbe aspettato il Coordinamento del Gruppo donne UILDM (Unione italiana lotta alla distrofia muscolare) quando ha deciso di annotarsele e provare a farne un repertorio. 

E, in effetti, abbiamo iniziato così, sottovalutando la dimensione del fenomeno. Con una semplice pagina web. Per ogni risorsa individuata una sintetica scheda. Alla prima pubblicazione il repertorio di risorse internet era ancora gestibile – le schede erano una trentina -, ma già al primo aggiornamento si iniziava a intravedere qualche problemetto di usabilità: le schede erano una sessantina e la pagina web era diventata un lenzuolo. Quando il numero di pagine trovate ha sforato il centinaio era chiaro che bisognava cambiare sistema e passare dal lenzuolo ad un software capace di supportate gli utenti nella ricerca e nel recupero delle informazioni (information retrieval).

Cosa è un repertorio?

Ma cosa è esattamente un repertorio di risorse fruibili via internet (in termini tecnici: VRD - virtual reference desk)? In primo luogo va precisato che non si tratta di una semplice sitografia (un semplice elenco di indirizzi internet), infatti nel VRD, come abbiamo già accennato, per ogni risorsa individuata è prodotta una scheda descrittiva (un record) nel quale sono indicati la denominazione della risorsa, i suoi contenuti informativi, dove è situata, chi l’ha pubblicata, chi l’ha prodotta/curata, l’aggiornamento (sempre che sia indicato) e tante altre informazioni che consentono di valutare in anticipo se quella risorsa potrebbe risolvere le nostre esigenze informative oppure no. In secondo luogo è utile sapere che essendo i repertori prodotti e aggiornati da operatori/trici, e non da sistemi automatizzati, è azzerato il rischio che le risorse contenute in essi non siano rilevanti (attinenti alla tematica presa in considerazione). Uno strumento del genere – ovviamente – non può contenere tutte le risorse pubblicate in internet ma solo una selezione di esse, tuttavia la precisione e la coerenza conferiti da un rigoroso protocollo di trattamento e inserimento dei dati ne fanno sicuramente un ottimo punto di partenza per le proprie ricerche sulla tematica considerata.

Come si usa un repertorio?

Per usare correttamente questo tipo di strumenti è indispensabile individuare con precisione i criteri con i quali sono state selezionate le risorse. Nel caso del VRD del Gruppo donne UILDM la raccolta è stata circoscritta alle sole risorse in lingua italiana di e su donne con disabilità. Questo vuol dire che non si estende, ad esempio, alle donne che si occupano di disabilità: madri, mogli/compagne/partners, assistenti di persone disabili, a meno che non siano disabili esse stesse. Le ragioni di questa scelta sono sostanzialmente due. Una di carattere politico: dare specifico rilievo/visibilità alla condizione della donna con disabilità. L’altra di carattere pragmatico: per fare un buon lavoro era necessario progettare un servizio che fosse sostenibile da un ristretto gruppo di volontarie. Un requisito – quello della sostenibilità – che poteva essere soddisfatto solo restringendo l’area d’indagine. Ovviamente, nulla vieta che in futuro, qualora si verifichino le condizioni, quest’area possa essere gradualmente allargata. 

Le schede relative alle risorse individuate sono state organizzate in otto classi (si veda la sezione “Sfoglia le risorse”):

pagine o siti che affrontano la tematica considerata in termini generali;
iniziative ed eventi;
opinioni;
testimonianze e blog di singole donne;
recensioni di libri o films;
testi di cronaca;
filmati;
fotografie.

L’utente dunque potrà fare le sue ricerche partendo dalla classificazione proposta, oppure, se preferisce, digitando in uno specifico campo la parola o il nome ricercato e avviando la ricerca attraverso l’apposito pulsante “Cerca”, a questo punto ulteriori funzioni consentono, ove fosse necessario, di affinare ulteriormente la ricerca. Chi fosse interessato a consultare solo gli ultimi inserimenti può utilizzare la sezione “Nuove risorse”. E’ inoltre possibile consultare le pagine di informazione sui criteri descrittivi e sugli standards di trattamento e contattare un’operatrice in caso di difficoltà (sezione “Il progetto”).

Cosa si può trovare nel repertorio?

Le pagine schedate contengono informazioni molto diversificate. Ci sono atti di congressi, vere e proprie monografie on line, biografie, interviste su aspetti specifici (ad esempio su esperienze sportive, sessualità, ecc.), fotografie, la descrizione di progetti o di servizi, commenti su specifici avvenimenti che hanno riguardato donne disabili, pochi dati statistici, pagine di gruppi di donne con disabilità, storie di donne che scelgono il blog per raccontarsi, testimonianze, bibliografie, notizie su concorsi di bellezza e calendari realizzati da donne disabili, storie di maternità conquistata, iniziative contro la violenza, racconti di donne che praticano sport, recensioni di libri o di films, filmati e tanto altro.

La storia di chi ha vissuto l’esperienza dell’istituzionalizzazione coesiste con quella di chi sperimenta i progetti di assistenza autogestita (vita indipendente). Quella di chi vive in un letto impossibilitata a muoversi e vede il mondo attraverso il PC coesiste con quella di chi partecipa alle paralimpiadi e le vince. Quella di chi si misura con un concorso di bellezza per dimostrare a se stessa e a tutti che disabilità e gradevolezza si possono incontrare armoniosamente coesiste con quella di chi al concorso di bellezza ci partecipa per vincere una protesi che da sola non potrebbe permettersi. La storia della piccola Ashley (la bambina di Seattle costretta a rimanere bambina per sempre) coesiste con quella di Riam Dean (la commessa disabile di Londra che fa causa alla Abercrombie & Fitch per discriminazione sul lavoro). La quotidianità delle Suore Sacramentine non vedenti coesiste con quella delle tre donne con disabilità intellettiva che – adeguatamente supportate – provano a vivere da sole in un appartamento di Firenze. 

Non si può dire che una di queste storie sia più vera delle altre (sono tutte vere), né che alcune siano più rappresentative di altre: la femminilità ha tante sfumature. La sfida per chi documenta sarebbe quella di provare a coglierle tutte.

Ultimo aggiornamento: 07.01.2010

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