Adesione all’appello «Mai più complici»

  Il Coordinamento del Gruppo donne UILDM aderisce all’appello «Mai più complici» promosso dal movimento aperto, trasversale e plurale denominato Se Non Ora Quando (SNOQ).  

Vincent van Gogh, Campo di grano con volo di corvi, 1890, Van Gogh Museum, Amsterdam

Vincent van Gogh, Campo di grano con volo di corvi, 1890, Van Gogh Museum, Amsterdam

L’appello intende richiamare l’attenzione sul fenomeno della violenza contro le donne. L’appello riporta il numero, cinquantaquattro, delle donne morte per mano di uomo dall’inizio del 2012. Ma dal 27 aprile (giorno in cui è stato pubblicato l’appello) ad oggi (3 maggio) il numero è già cresciuto di una unità, dunque siamo a cinquantacinque. Natalia Aspesi, in un articolo su La Repubblica, fornisce ulteriori dati: nel 2006 gli omicidi di donne sono stati 101, nel 2007 107, nel 2008 112, nel 2009 119, nel 2010 120, nel 2011 137. Un trend in crescita che non desta ancora sufficiente indignazione nell’opinione pubblica. Questi omicidi, spesso relegati dai quotidiani nei trafiletti di cronaca nera, sono compiuti per lo più da uomini italiani (76%) nei confronti di donne italiane (70%). Sono agiti da partners, mariti o ex mariti, compagni o ex compagni, ma anche padri, fratelli per punire, reprimere, negare le scelte di autodeterminazione delle donne. Considerare questi crimini come gesti di follia, dettati dalla passione o dall’eccessivo amore – quasi a voler trovare una giustificazione – è un errore di comunicazione che li rende in qualche modo tollerabili, e sminuisce la responsabilità di chi li compie. Un altro aspetto che deve essere messo in luce è che questi delitti sono spesso compiuti nei confronti delle donne in quanto donne nel momento in cui esse rifiutano di adeguarsi a quel modello che le vuole ancora remissive, deboli, obbedienti, disponibili. Ed è proprio per sottolineare questa matrice legata al genere che SNOQ preferisce definire questi crimini come femminicidi. L’incapacità del nostro Paese di opporsi in modo forte e deciso alla violenza contro le donne finisce con l’assecondare il fenomeno e col trasformare anche noi in complici dello stesso. Il testo dell’appello:   Mai più complici Cinquantaquattro. L’Italia rincorre primati: sono cinquantaquattro, dall’inizio di questo 2012, le donne morte per mano di uomo. L’ultima vittima si chiama Vanessa, 20 anni, siciliana, strangolata e ritrovata sotto il ponte di una strada statale. I nomi, l’età, le città cambiano, le storie invece si ripetono: sono gli uomini più vicini alle donne a ucciderle. Le notizie li segnalano come omicidi passionali, storie di raptus, amori sbagliati, gelosia. La cronaca li riduce a trafiletti marginali e il linguaggio le uccide due volte cancellando, con le parole, la responsabilità. E’ ora invece di dire basta e chiamare le cose con il loro nome, di registrare, riconoscere e misurarsi con l’orrore di bambine, ragazze, donne uccise nell’indifferenza. Queste violenze sono crimini, omicidi, anzi FEMMINICIDI. E’ tempo che i media cambino il segno dei racconti e restituiscano tutti interi i volti, le parole e le storie di queste donne e soprattutto la responsabilità di chi le uccide perché incapace di accettare la loro libertà. E ancora una volta come abbiamo già fatto un anno fa, il 13 febbraio, chiediamo agli uomini di camminare e mobilitarsi con noi, per cercare insieme forme e parole nuove capaci di porre fine a quest’orrore. Le ragazze sulla rete scrivono: con il sorriso di Vanessa viene meno un pezzo d’Italia. Un paese che consente la morte delle donne è un paese che si allontana dall’Europa e dalla civiltà. Vogliamo che l’Italia si distingua per come sceglie di combattere la violenza contro le donne e non per l’inerzia con la quale, tacendo, sceglie di assecondarla. Comitato promotore nazionale Senonoraquando, Loredana Lipperini, Lorella Zanardo-Il Corpo delle Donne Il Comitato Promotore SNOQ è composto da: Elisabetta Addis, Roberta Agostini, Antonella Anselmo, Cristina Biasini, Alessandra Bocchetti, Annapaola Briganti, Francesca Caferri, Patrizia Cafiero, Anna Carabetta, Rita Cavallari, Carlotta Cerquetti, Cristina Comencini, Francesca Comencini, Licia Conte, Silvia Costa, Antonella Crescenzi, Elisa Davoglio, Ilenia de Bernardis, Cecilia D’Elia, Nicoletta Dentico, Sara De Simone, Titti Di Salvo, Emma Fattorini, Valeria Fedeli, Donatella Ferrante, Alessandra Ferrando, Maddalena Fragnito, Fabrizia Giuliani, Mariella Gramaglia, Cinzia Guido, Francesca Izzo, Francesca Leone, Eva Macali, Perla Moriggi, Fabiana Pampanini, Renata Pepicelli, Flavia Perina, Marinella Perroni, Donatina Persichetti, Fabiana Pierbattista, Ilaria Ravarino, Lidia Ravera, Annamaria Riviello, Simonetta Robiony, Sofia Sabatino, Linda Laura Sabbadini, Serena Sapegno, Lunetta Savino, Giorgia Serughetti, Viviana Simonelli, Loredana Taddei, Sara Ventroni, Annalisa Rosselli.   Documentazione minima: Per aderire all’appello «Mai più complici» Sito Se Non Ora Quando Femminicidio (blog di Barbara Spinelli) Barbara Spinelli, Femminicidio. Dalla denuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale, Milano, Franco Angeli, 2008 Barbara Spinelli, Perché si chiama femminicidio, La ventisettesima ora (blog), Corriere della Sera, 01.05.2012 Lipperatura (blog di Loredana Lipperini) Il corpo delle donne (blog di Lorella Zanardo) Natalia Aspesi, I maschi padroni delle nostre vite, La Repubblica, 29.04.2012     Ultimo aggiornamento: 03.05.2012

Ritratto di lan-s=d2KZu

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