Una Proposta di Legge per tutelare le donne lavoratrici e quelle con disabilità

 

Donna disabile al lavoro

Una donna in sedia a rotelle che lavora al computer

Il 26 gennaio 2012 le Senatrici Silvana Amati e Ombretta Colli, su richiesta dell'ANMIL (Associazione nazionale fra lavoratori mutilati e invalidi del lavoro), hanno presentato pubblicamente una Proposta di Legge volta a migliorare le condizioni delle donne lavoratrici e di quelle con disabilità. Si tratta di un’iniziativa molto interessante che merita di essere conosciuta. A tal fine pubblichiamo di seguito una scheda di presentazione divulgata dalla stessa ANMIL nella quale sono illustrati i tratti salienti della Proposta di Legge con la quale si chiede al Governo di intervenire sulla materia. In calce è possibile scaricare/consultare il testo (in formato pdf) della Proposta di Legge. Segnaliamo infine, per chiarezza espositiva, che una Proposta di Legge non è una Legge dello Stato (per divenire tale essa deve essere approvata dal Parlamento), e che nel caso specifico della Proposta in questione, con la quale si intende delegare al Governo la funzione legislativa sulla materia individuata, perché i contenuti della stessa diventino concretamente operativi è necessario che il Governo intervenga con un proprio atto (un Decreto Legislativo). (Simona Lancioni)  

Scheda di presentazione della Proposta di Legge 

Delega al Governo in materia di tutela delle donne lavoratrici e con disabilità contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali di iniziativa delle Sen. Silvana Amati e Sen. Ombretta Colli. In Italia il ruolo svolto dalle donne nel mondo del lavoro è andato sempre più crescendo, tuttavia molto resta ancora da fare per quanto riguarda il sostegno a quelle donne che, una volta avuto accesso al lavoro, ne rimangono vittime a seguito di incidenti ed infortuni quasi sempre causati dalla mancata previsione o dal mancato rispetto delle norme sulla sicurezza. Per questo con la presente proposta di legge si mira ad adeguare nel suo complesso la tutela per i rischi professionali delle donne lavoratrici alle specificità di genere e alla peculiarità del duplice impegno lavorativo, sia domestico che esterno, generalmente richiesto ad una donna, delegando in particolare il Governo ad intervenire sulla normativa di settore per: -          Garantire le cure sanitarie e riabilitative necessarie ed utili nel rispetto della specificità delle esigenze delle donne infortunate e tecnopatiche; -          Garantire una assistenza protesica adeguata alla rilevanza ed alla incidenza delle conseguenze dell’infortunio sullo svolgimento dell’attività lavorativa delle donne nella sua molteplicità di espressioni; -          Garantire il diritto a prestazioni di assistenza psicologica adeguate; -          Adeguare le tabelle di valutazione del danno, biologico e patrimoniale, in relazione alle specifiche conseguenze dell’infortunio sulla vita di relazione, lo stato di benessere psico-fisico e le relazioni affettive; -          Introdurre una particolare integrazione temporanea della rendita per la lavoratrice infortunata, madre di figli di età inferiore a 3 anni; -          Prevedere forme di finanziamento di progetti per la presa in carico di donne infortunate e disabili da parte di equipe multidisciplinari; -          Prevedere che il coinvolgimento degli enti bilaterali e dell’Associazione di infortunati e invalidi del lavoro maggiormente rappresentativa nella erogazione di servizi, con particolare attenzione a quelli di maggiore impatto sulla vita familiare; -          Prevedere la costituzione di un “centro per il monitoraggio della tutela di genere per i rischi professionali” presieduto dal Consigliere Nazionale per le pari opportunità; -          Estendere l’assicurazione contro gli infortuni domestici anche alle persone assicurate presso l’assicurazione generale obbligatoria che comunque svolgano le attività in essa previste; -          Superare il legame dell’assicurazione di cui sopra al lavoro nella casa, per estendere la protezione assicurativa a tutte le attività comunque connesse con la cura della famiglia e la gestione domestica; -          Prevedere percorsi formativi per le donne invalide con orientamento specialistico corrispondente alle attitudini e alle competenze di base; -          Valorizzare le esigenze di formazione continua per le donne infortunate, con specifica attenzione alla diversità del ruolo rivestito nell’ambito lavorativo.   Testo della Proposta di Legge depositato presso il Senato della Repubblica (bozza n. 3109) in data 23 gennaio 2012 (in formato pdf).   Per approfondire: Comunicato stampa pubblicato dall’ANMIL in relazione all’iniziativa.   Ultimo aggiornamento: 31.01.2012

Ritratto di lan-s=d2KZu

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